Stai raccontando a un amico com'è andata ieri in negozio. Lui ha aperto, tu hai scritto le fatture, loro se ne sono andati tutti presto. Tre persone, tre azioni. In palestinese ognuna è lo stesso verbetto con una desinenza diversa addosso, e quella desinenza è tutto il motore del passato.
Prendi , "ha scritto" (lui). È la forma più semplice che ci sia, senza niente attaccato in fondo. Aggiungi una codina e cambi chi ha scritto. katabt, ho scritto. katabat, lei ha scritto. katabu, hanno scritto. Chi ha agito sta nella desinenza, quindi una parola a parte per dirlo non ti serve quasi mai.
Costruiamolo una persona alla volta.
La forma "lui" è il tuo punto di partenza
Ogni verbo al passato nasce da una forma sola: quella di "lui l'ha fatto". (ha scritto), (ha pagato), (ha aperto). Tre consonanti, delle a in mezzo, nessuna desinenza. È la forma che trovi in qualsiasi lista di parole, ed è la rampa di lancio per tutte le altre persone.
Al presente non c'è un verbo per "è", quindi una frase semplice al presente può non avere nessun verbo (ne parliamo in nessuna parola per "è"). Quando un verbo al presente c'è, porta una b- davanti (di più in arabo palestinese e arabo standard a confronto). Il passato lascia cadere la b- e lavora solo con le desinenze che stai per imparare.
Quindi prima fissa bene la forma "lui". Tutto il resto è questa base più una codina.
Una -t la trasforma in "io" (e "tu")
Avvita una -t in fondo e "lui" diventa "io". diventa katabt (ho scritto). diventa dafa3t (ho pagato). Se vuoi puoi metterci davanti ana, ma serve di rado. La -t dice già che parli di te.
Ora la parte dove molti inciampano. "Tu", quando parli a un uomo, prende esattamente la stessa -t. Quindi katabt vuol dire sia "ho scritto" sia "hai scritto", stesso suono. Li distingui dal contesto, o dal pronome se lo tieni. Se parli a una donna, aggiungi una piccola -ti:
- katabt: ho scritto, oppure: hai scritto (a un uomo)
- katabti: hai scritto (a una donna)
Fa strano che io e tu condividano una desinenza. Ci fai l'abitudine in fretta, perché di solito dalla conversazione si capisce chi è chi.
"Lei" prende -at
Per "lei" la codina è -at. diventa katabat (lei ha scritto), diventa dafa3at (lei ha pagato). Leggera e veloce, la attacchi e basta. Questa la userai parecchio, visto che metà di qualsiasi racconto è "lei ha detto questo, lei ha fatto quello".
"Noi" è -na, "loro" è -u
Altre due desinenze e hai quasi tutta la serie. -na è "noi", -u è "loro".
- katabna: abbiamo scritto
- katabu: hanno scritto
Per "voi" la desinenza è -tu: katabtu (avete scritto). Occhio alla differenza con "loro", è una lettera sola. katabtu siete voi, katabu sono loro.
Ecco la serie completa, con un verbo coniugato da cima a fondo. Leggi solo la colonna di destra e hai davanti tutto il sistema:
| chi | passato di katab | desinenza |
|---|---|---|
| io | katabt | -t |
| tu (a un uomo) | katabt | -t |
| tu (a una donna) | katabti | -ti |
| lui | nessuna | |
| lei | katabat | -at |
| noi | katabna | -na |
| voi | katabtu | -tu |
| loro | katabu | -u |
In realtà le desinenze sono sei, perché "io" e "tu (m)" ne condividono una e "lui" non ne ha.
Alle desinenze non importa il verbo
La parte migliore: queste codine non cambiano mai. Non gli importa cosa vuol dire il verbo. Prendi (ha pagato) e fallo passare per le stesse caselle:
- dafa3t: ho pagato
- dafa3ti: hai pagato (a una donna)
- dafa3at: lei ha pagato
- dafa3na: abbiamo pagato
- dafa3tu: avete pagato
- dafa3u: hanno pagato
Stesse sei codine, base nuova. (ha aperto) funziona allo stesso modo: fata7t (ho aperto), fata7u (hanno aperto). Impari le desinenze una volta e ci puoi far passare centinaia di verbi regolari di tre consonanti senza imparare niente di nuovo.
Il pronome lo puoi lasciar cadere
Visto che la desinenza dice già chi ha agito, il pronome da solo è facoltativo, e quasi sempre resta fuori. dafa3na da solo è un "abbiamo pagato" completo. Non serve un i7na davanti. Lo stesso con katabat: la -at indica già "lei".
Il pronome lo senti comunque quando qualcuno vuole calcarci sopra, tipo ana dafa3t, mish inte (ho pagato io, mica tu). Nelle frasi normali però il verbo si porta dietro da solo chi ha agito. È uno dei grossi motivi per cui le frasi palestinesi vengono così corte.
ma...sh: dire che non è successo
Per rendere negativa una di queste forme, avvolgi il verbo in ma...sh. Metti ma davanti e -sh dietro, e il verbo sta in mezzo. katabt (ho scritto) diventa ma katabtish (non ho scritto). Quella piccola i prima di -sh è solo una vocale d'appoggio infilata lì per rendere pronunciabile il gruppo di consonanti (di più in la vocale d'appoggio).
- ma katabtish: non ho scritto
- ma katabsh: non ha scritto
- ma katabuush: non hanno scritto
- ma dafa3sh: non ha pagato
Questo involucro ma...sh vale solo per i verbi. L'altro "non", mish, è per le frasi senza verbo (mish hown, non qui). Non confonderli: un verbo al passato prende sempre il panino ma...sh.
Quindi quando arriva il serveece (il taxi collettivo) e il tuo amico ti dice sorridendo ma dafa3sh, sai esattamente chi paga la corsa. Lui. Te l'ha detto la desinenza, e anche l'involucro.